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	<title>Sandro Gindro &#187; Senza categoria</title>
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	<description>Sandro Gindro</description>
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		<title>Sandro si è spento il 24 maggio 2002</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2002 13:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta a noi, suoi collaboratori e discepoli, rispettare il senso di questo luogo voluto e progettato da lui. Vorremmo che si potesse continuare a definirlo gindriano.
Gli obiettivi che ci prefiggiamo sono sostanzialmente tre:

continuare a fornire un panorama, il più possibile completo, delle riflessioni e delle teorie che Sandro Gindro ci ha lasciato in merito alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sta a noi, suoi collaboratori e discepoli, rispettare il senso di questo luogo voluto e progettato da lui. Vorremmo che si potesse continuare a definirlo gindriano.</p>
<p>Gli obiettivi che ci prefiggiamo sono sostanzialmente tre:</p>
<ol>
<li>continuare a fornire un panorama, il più possibile completo, delle riflessioni e delle teorie che Sandro Gindro ci ha lasciato in merito alla terapia psicoanalitica, alla psicoanalisi come visione del mondo, alle considerazioni di carattere etico e filosofico su argomenti diversi, nonché offrire una rassegna delle sue opere teatrali, musicali e dei suoi commenti su teatro, musica ed ogni altra forma di arte;</li>
<li>mantenere aperto un dialogo con i visitatori, in quella prospettiva interattiva che aveva incuriosito Sandro Gindro e gli aveva fatto ritenere che la rivista elettronica potesse essere un nuovo strumento di conversazione con gli altri;</li>
<li>informare sulle iniziative cui Psicoanalisi Contro darà vita in futuro ed ospitare interventi di riflessione e di elaborazione delle teorie gindriane.</li>
</ol>
<p>Lasciamo tutto come è, non togliamo nulla, aggiungiamo poche cose.</p>
<p>In questa prospettiva, alcune sezioni del sito sono state necessariamente modificate rispetto all’impostazione originaria. Per esempio, le &#8220;considerazioni sotto i lecci&#8221; diventano uno spazio per ritrovare quei pensieri di Sandro Gindro in merito ad argomenti vari, che, formulati in tempi passati, continuano a mantenere una costante attualità. Ogni sezione si apre con una sintetica indicazione della nuova angolatura secondo la quale si sviluppa.</p>
<p>Sarà nostra cura rendere graficamente evidente ciò che è di Sandro Gindro e ciò che è aggiunto dai gindriani. Poiché, come sa chi li ha conosciuti, anche Renzo Rossi è scomparso pochi mesi dopo Sandro (22 ottobre 2002), una sezione del sito è dedicata al ricordo della sua acutezza e della sua profondità. Si chiama &#8220;i corsivi di Renzo&#8221; ed ospita i numerosi articoli con i quali siamo stati sollecitati a bandire la banalità dal nostro modo di guardare il mondo.</p>
<p>Vorremmo che questo luogo divenisse una &#8220;piazza&#8221; dedicata a Sandro Gindro.</p>
<p>Buona navigazione.</p>
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		<title>E&#8217; un po’ strano essere in rete, per me&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2001 13:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un po’ strano essere in rete, per me, che per anni ho scelto di rivolgermi agli altri, o parlando direttamente in pubblico oppure scrivendo su libri e riviste. Il linguaggio virtuale significa una novità a cui spero che riuscirò ad abituarmi, soprattutto se avrò interlocutori che mi aiuteranno a scegliere i modi di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un po’ strano essere in rete, per me, che per anni ho scelto di rivolgermi agli altri, o parlando direttamente in pubblico oppure scrivendo su libri e riviste. Il linguaggio virtuale significa una novità a cui spero che riuscirò ad abituarmi, soprattutto se avrò interlocutori che mi aiuteranno a scegliere i modi di questo per me nuovo modo di comunicazione, che, peraltro, mi sembra che potrà avere il vantaggio dell’immediatezza. Infatti se, come diceva Platone, il difetto dei libri è di non saper rispondere a chi li interroga, un giornale inter-attivo dovrebbe permetterci di incontrarci, malgrado le distanze e senza indugi temporali&#8230;</p>
<p>In ogni caso, questo non è l’inizio, ma è la continuazione di un dialogo che io e Psicoanalisi Contro abbiamo stabilito con voi venticinque anni fa.<br />
I modi fin qui usati sono stati molteplici: i seminari, le terapie di gruppo, la psicoanalisi individuale nel rapporto diretto tra paziente e psicoanalista, con il divano, nel chiuso di uno studio professionale, con un tempo dato per la sfida interminabile all’inconscio.</p>
<p>Questa rivista elettronica proseguirà il discorso della vecchia rivista di carta e lo allargherà: l’agilità del mezzo mi permetterà di sviluppare insieme i discorsi della psicoanalisi e quelli dell’arte: le considerazioni attuali sotto i lecci, la psicoanalisi, il volo instancabile e sfrenato dei farfalloni, la musica e il teatro, saranno i capitoli di una conversazione a tutto campo, fatta anche di botte e risposte, tra voi e me, provocatorie da una parte e dall’altra, ironiche, anche, senza però l’ombra della frivolezza.</p>
<p>Venticinque anni fa dissi chiaro e tondo che Psicoanalisi Contro non è contro la psicoanalisi, ma vuole essere un modo di usare la psicoanalisi contro tutto quello che tende a ripetere le eterne patologie che affliggono questo nostro vecchio mondo. Psicoanalisi contro la cultura della morte, psicoanalisi contro la stupidità del politicamente corretto in ogni campo: dalla scienza alla politica, dalla cultura all’arte. La psicoanalisi di cui ci occuperemo è una visione del mondo, forse la sola visione legittima che si può averne, perché la consapevolezza di quello che siamo è l’unico punto di partenza possibile per un corretto rapporto con gli altri. La terapia psicoanalitica, nonostante le crisi ricorrenti e i diversi metodi applicati, resta oggi più che mai, la sola forma di cura che rispetta fino in fondo il paziente e questo è il presupposto indispensabile di ogni intervento terapeutico di una scienza che voglia rispettare la vita e la dignità dell’uomo.</p>
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